Impara a dire “Ti voglio bene”

15 nov
15 novembre 2012

Ti voglio beneSono figlia di un padre che ha sempre avuto grosse difficoltà ad esternare a parole i propri sentimenti. Non credo mi abbia mai detto “To voglio bene”. Certo me lo ha dimostrato in mille modi e sono convinta che i fatti contino più delle parole ma credo che il non riuscire ad esternare emozioni e sentimenti sia un grosso limite. Secondo la mia esperienza è più che altro un limite maschile, come se il mostrarsi sentimentali fosse un indice di scarsa virilità. Che corbelleria.

Odio quanto mi sento dire frasi come “Tanto lo sai che ti voglio bene”. Certo lo so, ma sentirselo dire è bello. Non dobbiamo mai dare per scontato che gli altri sappiano quello che proviamo, magari è così ma magari no. Siamo tutti diversi.

Quando sento qualcosa (soprattutto un sentimento positivo) io la dico.

Preferisco dire “Ti voglio bene” “Tengo a te” “Sei importante” alle persone a cui voglio bene una volta di più che una di meno. Anche se credo di dimostrare quanto tengo alle persone pure con i fatti, tutti i giorni.

Anche perchè nella vita non si sa mai… ho visto una persona a me cara struggersi dopo la morte improvvisa di un amico perchè sapeva di non avergli mai detto quanto era importante per lui. Tanti, troppi rimpianti.

Impara a dire alle persone a cui tieni quanto gli vuoi bene, lo sai bene anche tu, in fondo, quanto riscalda il cuore sentirselo dire.

Autolesionismo

13 nov
13 novembre 2012

Autolesionismo e dcaDi tutte le problematiche con cui ho avuto a che fare nei miei due ricoveri quella che senza dubbio mi ha shockato maggiormente è stato sicuramente l’autolesionismo. Qualcosa che per fortuna non ho provato in prima persona ma che, proprio per la mia paura del dolore fisico, mi lascia del tutto sgomenta. Vedere un’amica che prende un taglierino e si incide un braccio davanti a te fa una certa impressione, credetemi (io sono quasi svenuta).

Molto spesso l’autolesiosmo è associato ad altro come disturbi alimentari, dipendenze, depressione, personalità borderline e disturbo bipolare. Il dolore fisico è una risposta al dolore che si porta dentro, un modo per alleviare il lancinante dolore emotivo che non si riesce a gestire, per calmare ansia e angoscia. Chi soffre di questa patologia trova giovamento nel ferirsi, spesso non sente nemmeno il dolore, anzi. E se si cronicizza alla fine il farsi del male diventa un gesto necessario come il bere per l’alcolizzato.

Ho visto ragazze a cui era stato tolto tutto per evitare che si facessero male ma loro riuscivano comunque a provocarsi ferite sbattendo la testa contro il muro fino a farsi uscire il sangue. Ho visto le braccia di ragazzi giovanissimi in cui la pelle non si distingueva più tante erano le cicatrici, le crosticine e le ferite aperte.

Anche in questo caso, come per le altre dipendenze, è necessaria una terapia psicologica per permettere all’individuo di affrontare il dolore emotivo in un modo più sano e allontanarsi gradualmente dal suo bisogno di farsi male.

La mia bolletta A2A è su Google

07 nov
7 novembre 2012

Messaggio bolletta su google A volte capitano cose davvero bizzare, anche che hanno proprio dell’incredibile direi. Ieri una persona che non conoscevo mi ha scritto un messaggio su Facebook chiedendomi se per caso quella che aveva trovato online, cercando su google alcuni dati dell’A2A, era la mia bolletta.

Il primo pensiero è stato: “Ma questo da i numeri?”. Controllo il link, per sicurezza cerco il file su google e, cavolo, era davvero la mia bolletta!!! Una vecchia bolletta del 2010 quando abitavo altrove e avevo altri pensieri ma ci sono i miei dati i miei importi etc, insomma il pdf originale A2A.

Appurato che è stata caricata su un server a cui io non ho accesso e che io con questo noto network di blog non ho mai avuto a che fare (nel senso non ci ho mai lavorato, lavoravo per i loro competitor) capirete che è davvero un mistero!!

Ho chiesto di cancellare il pdf dal server ma non credo capirò mai come ci è finito!!!

Google bolletta A2A

 

 

 

 

 

 

PS Occhio a dove salvate i vostri documenti personali!!! :-P

Disturbi alimentari: non esiste la bacchetta magica

05 nov
5 novembre 2012

disturbi alimentari guarigioneUna delle cose che rende i disturbi alimentari tanto difficili da superare è che non esiste una pillola che li faccia passare per magia. Non esistono medicine, in effetti, che li possano curare.

L’unica via di guarigione è la terapia.

Ma anche qui. Non esiste una terapista e un tipo di percorso terapeutico che funzioni per tutti allo stesso modo. Perchè ognuno di noi è diverso e ogni situazione è a sua volta diversa. L’unica cosa che possiamo fare è andare per tentativi e impegnarci ogni volta al massimo. Se quella via non porta a nulla provarne un’altra, sempre con determinazione.

Non conosco in pratica nessuno che abbia trovato la sua strada per guarire al primo colpo. Quindi la cosa non va vissuta come un fallimento, il fallimento sarebbe smettere di tentare. Mollare la spugna, rinunciare alla Vita.

E nemmeno smettere di credere nella guarigione. Perchè guarire dai disturbi alimentari è possibile. Non facile, doloroso, magari lungo a volte ma se ne esce alla grande.

Un sacco di ragazze mi chiedono di rivelargli la “formula magica” ma purtroppo la formula magica non esiste, bisogna trovare un valido aiuto psicologico (e magari non solo, sto pensando alle equipe dei centri specializzati), affidarsi e impegnarsi tantissimo ogni giorno per debellare questo male dell’anima che non ci permette di vivere.

In amore bisogna buttarsi, ma con la rete

30 ott
30 ottobre 2012

Rete in amoreIl mio motto è “Segui il tuo cuore”. Sono romantica e credo moltissimo dell’amore. Anche se in passato l’amore mi ha portato dritta in clinica e per uscirne ci sono voluti mesi. Ma a ben pensarci non è stato l’amore, è stato il mio modo sbagliato di amare. Credo che anche per amare nel modo giusto ci voglia un certo equilibrio interiore senza il quale non siamo in grado di instaurare dei rapporti “sani” con l’altro.

Io quell’equilibrio non ce l’avevo e quando ho trovato il Grande Amore ho improntato tutta la mia vita su di lui, era diventato lui tutto il mio mondo, avevo investito tutto su quella storia, ero arrivata a pensare che la mia vita non avrebbe avuto ragion d’essere senza di lui. Avevo instaurato una sorta di dipendenza affettiva.

Ma in un rapporto a due non dobbiamo mai dimenticare che, appunto, si è in due. Che l’altro per quanto vicino, per quanto ci ami resta sempre “l’altro”. Che la coppia è formata da due singoli indivui che devono comunque riuscire a mantenere una propria identità e degli spazi propri. La nostra vita non dev’essere del tutto incentrata su una singola persona o nel momento in cui questa verrà a mancare, cambierà idea, si allontanerà come affronteremo la perdita?

Per questo credo sia importante costruirsi una solida rete di affetti, avere dei propri interessi e coltivare anche altre relazioni (di amicizia eh? non fraintendetemi) oltre che quella con l’amato in questo modo avremo anche un rapporto più equilibrato con lui, meno ansioso, meno guidato dal terrore di perderlo. Insomma una rete di salvataggio in caso di caduta. Perchè si spera di non sbagliarsi mai in amore, che durerà per sempre, che lui non ci farà mai del male ma purtroppo a volte capita e non possiamo permettere ad una singola persona di rovinarci la vita e la salute.

Quindi in amore buttatevi sempre, seguite il vostro cuore ma non dimenticatevi che voi valete come singola persona indipendentemente da lui e tessete nel frattempo anche una rete di salvataggio perchè anche se non cadrete mai (ve lo auguro) vi aiuterà a vivere meglio la relazione con la vostra metà il fatto che non esista solo lui nella vostra vita.

Psicofarmaci e disturbi alimentari

23 ott
23 ottobre 2012

Medicine anoressia bulimiaServono i farmaci per contrastare i disturbi alimentari? Questa è una delle domande più comuni. In generale gli psicofarmaci servono a mitigare i disturbi che spesso si accompagnano con i dca quali depressione, fobie, ansia e attacchi di panico. Nessun farmaco potrà mai servire a qualcosa se non insieme alla giusta terapia psicologica, questa è una certezza. Non esiste un farmaco che vi guarirà dall’anoressia o dalla bulimia. Ma con alcuni psicofarmaci potrete seguire più facilmente la terapia e trarne maggiori benefici.

Io ho usato gli psicofarmaci solo nel mio secondo ricovero quando il dca era il minore dei problemi, si erano infatti manifestati dei sintomi psichiatrici (depressione, fobie, ansia etc) per i quali devo dire le medicine hanno fatto molto e mi hanno permesso di seguire con profitto la terapia. Li ho presi (ovviamente) sotto stretto controllo medico e psichiatrico. E la psichiatra era a stretto contatto con la psicologa e con il medico curante. Facevo controlli ed esami clinici ogni pochi mesi. Questo è il modo giusto di prendere questo tipo di medicinali.

Ecco alcune verità sugli psicofarmaci:

- Per determinate patologie servono moltissimo, credo che senza non se ne esca proprio (vedi depressione ad esempio)
- Possono prescriverli solo psichiatri (che poi devono controllare periodicamente la loro efficacia e deciderne il dosaggio)
- Non sostituiscono la terapia psicologica, la integrano
- Hanno effetti collaterali anche fastidiosi ma che vanno sciamando col tempo (giramenti di testa, vertigini, sonnolenza etc) e che spariscono completamente appena finirete la cura
- Non vanno mai iniziati e terminati di colpo (la psichiatra aumentarà e scalerà la dose con i giusti criteri)

Usando gli psicofarmaci non vi trasformerete in uno zombie, ve lo garantisco. Io ho smesso di usarli solo qualche mese fa. Sotto psicofarmaci mi sono persino sposata e ho fatto la luna di miele. Nessuno si rende conto che li usate se non glielo dite voi. Quindi se ve li prescrivono affidatevi a chi vi cura, non abbiate paura e non fate di testa vostra.

NB Non sono un medico parlo solo per esperienza personale

Persone che sanno ascoltare

15 ott
15 ottobre 2012

Arte di saper ascoltareNella mia vita ho incontrato davvero poche persone che sapessero ascoltare. Perchè per ascoltare davvero qualcuno non basta sederti vicino a lui e lasciarlo parlare. Saper ascoltare vuol dire molto di più. Vuol dire sentire quel che una persona dice con le orecchie ma anche con il cuore. Vuol dire interessarsi a quel che l’altro dice e non solo ricevere delle informazioni passivamente. Sono rare le persone che ti ascoltano in questo modo, davvero interessate a quel che hai da dire. Quelle che quando parli non si distraggono pensando ai fatti loro ma si concentrano su di te. E non dipende solo da quel che racconti, è proprio un’attitudine personale, una qualità oltre che una capacità.

Le persone fondamentalmente pensano ai fatti loro. Il punto alla fine è questo. Facilmente ti rovesciano addosso le loro storie, le loro ansie, i loro problemi, difficilmente vorranno ascoltare quello che hai da dire tu. Scarsa attenzione per l’altro. Una triste constatazione.

Pensare che invece a me piace tantissimo ascoltare gli altri. Sono sempre stata timida quindi non ho mai amato troppo parlare di me stessa ma ho sempre avuto una grande curiosità verso gli altri. Essendo parecchio sensibile mi faccio proprio prendere dalle storie altrui, partecipo emotivamente. Mi appassiono e sposto la mia totale attenzione sull’altro. Mi piace capire le persone e credo che solo ascoltando e osservando con grande attenzione si possa conoscere davvero qualcuno.

E voi pensate di saper (davvero) ascoltare?

Non tutto il male viene per nuocere (vivere davvero)

08 ott
8 ottobre 2012

Quando stai male per tanto tempo alla fine ti convinci che quella sia la vita. Quelle giornate governate dai tuoi schemi mentali, quelle emozioni smorzate, quei sentimenti repressi. Davvero pensi che la tua vità sarà sempre così perchè non ti ricordi nemmeno come sia “vivere” e non pensi nemmeno di meritarti altro. Trovi normale il non avere amici e resti sorpresa quando qualcuno si interessa a te visto la bassa stima che hai di te stessa.

Questo per tanti anni. Troppi anni. In quel limbo in cui non stai tanto male da allarmare nessuno o da spingerti a cercare aiuto e non lo ammetti nemmeno con te stessa che non stai bene, perchè è faticoso pensare di tornare a lavorare su di te, ancora. E’ faticoso ammettere di non essere ancora del tutto guarita. E poi tutti ti dicono “Ma stai benissimo!”. E non si rendono conto che non sempre il “fuori” corrisponde al “dentro” e per star davvero bene bisogna star bene dentro.

Poi capita un evento talmente grosso e traumatico che sconvolge tutto e ti fa cadere tanto in basso che tocca ricoverarti. E lì ti curi sotto ogni punto di vista, vieni messa con la forza davanti ai tuoi problemi e con tanta fatica e tanto dolore rinasci. E capisci il senso della frase “Non tutto il male vien per nuocere”.

Perchè forse se non fosse accaduto nulla avresti continuato ad accontentarti di una “non vita”. Perchè capisci che la vita è un’altra, che le emozioni sono altre, che se ti apri alle persone, se superi la paura che ti feriscano, loro si avvicinano e riescono forse anche meglio di te a vedere quello che c’è di bello dentro te stessa. Che la tua sensibilità può trasformarsi da condanna in dono.

E’ come risvegliarsi da un torpore o infilarsi gli occhiali giusti dopo tanto tempo in cui vivevi con la vista offuscata, ora vedo tutto nitido, tutti i colori e le sfumature che rendono la vita magnifica.

Ma voi che mi leggete siete sicure di vivere davvero? Non aspettate che accada qualcosa di traumatico per decidere di iniziare a vivere, per cambiare le cose e non accontentatevi mai di una non vita, non perdete tempo prezioso.

L’amicizia, come la vedo io

31 ago
31 agosto 2012

C’è chi sostiene che l’amicizia sia più importante dell’amore. Io penso che l’amicizia sia una forma di amore. Perchè si può voler bene in diversi modi. Non ci sono regole prestabilite, ogni relazione fa a sè perchè ogni persona è diversa. Ci sono amicizie che si nutrono di fudaci contatti altre che necessitano di rapporti più continuati. Ci sono amici che vedi una volta ogni tanto ma che senti più vicini di altri che senti tutti i giorni. Ci sono amici che hai appena incontrato che sembrano capirti meglio di altri di vecchia data. Ci sono persone che hanno tantissimi amici altre una cerchia ristretta. E poi c’è amico e amico, quello con cui più in là di quattro stupidate non non riesci a dire e quello con cui riesci a fare anche discorsi più seri. Si torna sempre lì, tutto dipende dalle persone. Ognuno di noi cerca nell’altro qualcosa di diverso.

Io sono sempre stata timidissima. Ma proprio timida timida che a conoscermi adesso forse non potrebbe nemmeno sembrar vero. Anche a causa dei problemi che ho avuto fino a una decina di anni fa avevo pochissimi amici. Avendo passato l’adolescenza a star male non ero allenata alle relazioni umane, soprattutto all’amicizia. E un po’ mi spaventava. Aprirmi con un’altra persona, raccontarmi, mostrare tutte le mie innumerevoli fragilità mi sembrava oltremodo rischioso. Negli ultimi anni devo dire ho raccolto i frutti di anni di analisi. Ho appreso i rudimenti delle relazioni umane. Ho smesso di avere paura. Ho anche superato un po’ la mia timidezza. Mi piacciono le persone. Non tutte le persone chiaramente, anzi direi che sono poche quelle che mi piacciono davvero. Di solito decido quasi da subito se una persona mi va a genio o meno. A volte mi basta osservare come sorride, guardarla negli occhi.

Ci sono persone che mi conquistano. E in quel caso, finchè non faranno qualcosa per farmi cambiare idea, avranno da me tutto quel che sono in grado di dare, soprattutto affetto e ascolto. Le delusioni sono state tante, ho aperto il mio cuore a persone sbagliate e mi sono fidata di gente che ne ha approfittato. Capita. Se sei fortunato poi nella vita ti imbatti in persone speciali la cui vicinanza fa dimenticare ogni delusione pregressa e ti rendono la vita più bella, più colorata e meno difficile.

Un grazie a tutti quelli che mi sono Amici, mi scaldate il cuore.

Sono stata anoressica e allora?

23 ago
23 agosto 2012

Solo quest’anno ho deciso di parlare apertamente del mio passato. Non so bene perchè. Forse perchè prima di parlare serenamente di certe cose bisogna che passino tanti anni. Forse perchè mi sento più forte e temo meno che la gente mi giudichi per quello che ho vissuto (e che magari fugga). Forse perchè sono convinta che se perdessi delle persone per il mio passato o meglio per l’ignoranza che aleggia intorno ai disturbi alimentari non perderei granchè. Forse anche perchè ho iniziato a collaborare con alcune associazioni contro di disturbi alimentari e non volevo che la cosa venisse fuori in altro modo.

Sta di fatto che ho scritto un post tempo fa in cui per la prima volta raccontavo qualcosa di davvero molto personale e devo dire che gli amici si sono rivelati per quel che sapevo già erano, persone speciali. Anzi. Persone che non credevo mi hanno scritto lunghe email piene di affetto che mi hanno emozionato e commosso.

Io vorrei che fosse chiaro che non ho deciso di parlare della mia anoressia (passata) per sentirmi dire “Poverina” e leggere la compassione negli occhi degli altri. L’ho fatto per raccontarmi meglio. Per condividere con chi mi conosce adesso qualcosa che mi ha segnato profondamente. Perchè anni di malattia e ricoveri e psicoanalisi ti segnano inevitabilmente.

Ma sapete cosa? Ovviamente avrei fatto molto volentieri a meno di tutti quegli anni terribili (e forse solo chi c’è passato sa davvero di cosa parlo) ma adesso sono contenta per tanti motivi:

- Quando vivi momenti/anni tanto brutti poi apprezzi meglio la vita secondo me
- Tanta analisi e tanto lavoro su me stessa mi hanno reso la persona che sono ora (e che sono felice di essere!!)
- Grazie all’analisi ho anche raggiunto delle consapevolezze che mi hanno aiutato anche a vincere la mia patologica timidezza (ebbene sì ero timidissima, ma voi che mi conoscete adesso non lo sospettereste quasi eh? :-P )
- Nei miei ricoveri sono stata a stretto contatto con tanti problemi, con tante ragazze diverse e questo mi ha insegnato a capire meglio le persone, a prestare attenzione agli altri, a osservarli e a non fermarmi sulla superficie delle relazioni

Sono stata anoressica per oltre 12 anni e allora? Allora adesso sto benissimo e vivo la mia vita meglio che posso!!! :-D