Il mio blog contro anoressia e bulimia
Il direttore di Vogue Italia, Franca Sozzani, ha avuto una bella idea e io non potevo che aderire dopo aver parlato già dei disturbi alimentari in occasione del 15 marzo e creato su Twitter l’hashtag #fioccolilla. Questa iniziativa nasce per contrastare il proliferare di siti internet pro anoressia (ana) e pro bulimia (mia). Sembra incredibile, per chi ci è passato, ma esistono delle persone che glorificano i disturbi alimentari e che ne fanno uno (malatissimo) stile di vita. Questi siti sono molto pericolosi, perchè possono peggiorare determinate situazioni, essere il motivo scatenante in giovani a rischio oppure allontanare dalla guarigione tanti altri. Andrebbero chiusi, su questo penso che dovremmo essere tutti d’accordo, ma non viene debellata la pedofilia su internet immaginate bene come sia impossibile pensare di debellare questi siti diabolici ma difficilmente additabili come illegali, purtroppo.
Quello che vorrei trasmettere con questo post è una speranza per tutti coloro che soffrono di disturbi alimentari e non pensano di poterne uscire, guarire si può, l’importante è riconoscere di avere un problema e volerne uscire. Chiedere aiuto è una cosa importante alla pari di scegliere bene a chi chiedere questo aiuto, rivolgetevi a una struttura specializzata dove sapranno curare il vostro problema sotto tutti i suoi aspetti (sì perchè nella cura dei disturbi alimentari ci sono implicazioni psicologiche ma anche alimentari). Spesso i medici di base conoscono poco questi problemi e li sottovalutano o li tentano di curare nel modo (a volte) sbagliato. Sono problemi subdoli per uscire dai quali serve l’aiuto di medici specializzati che conoscono bene queste malattie.
E per chi ha un parente o amico malato? Purtroppo (soprattutto se la persona in questione è maggiorenne) non potete far altro che cercare di fargli riconoscere che ha un problema e che si deve far aiutare ma se qualcuno non vuole guarire o più facilmente non pensa nemmeno di avere un problema purtroppo non si può far molto se non stargli vicino e non lasciarlo solo.










Bello questo grido di speranza!
Mi auguro che arrivi lontano! .-)
eh sec…quando ho visto questa capnagma anche io ho avuto un brivido lungo la schiena….quel font….fosse stato scritto a mano sarebbe stato meglio. Fa veramente pena..sia dal punto di vista concettuale, sia per quanto riguarda l’art direction. ma nn sono d’accordo con chi dice che e8 stata fatta da un assistente, anzi credo che se il signor toscani avesse fatto fare (dimostrando un minimo di umilte0) ai suoi studenti sarebbe uscito fuori sicuramente un bel lavoro. le cose di Fabrica sono sempre interessanti..ammesso che lui insegni ancora lec.E poi..ma che maniera scontata e sciatta di rappresentare l’anoressia! Sarebbe stato molto pif9 d’effetto il particolare della caviglia scarna e indebolita dalla malattia, arrampicata su un tacco a spillo mentre sfila in passerella.Che dire pare che Toscani questa volta abbia dato il meglio di se8…bobo si e8 espressa…(e bobo prendeva appunti..visto?!
)
Lo spero anche io Paola
Purtroppo sono problemi spesso sottovalutati e di cui si parla con tropppa leggerezza, hai ragione tu, comunque
Brava questa iniziativa è davvero lodevole, complimenti
La lettura di quetso libro e8 veramente illuminante. Riesce a spiegare tante cose sul problema delle droghe che nessuno dice. Una analisi completa su argomenti complessi con toni sempre pacati, di facile comprensione,molto scientifici. Gloria
Ci sono passata e sono solidale con te, brava!!
Sono una mamma e ti ringrazio di questo tuo impegno, ce ne fossero come te
Hai pienamente rianoge ted. leggendo il tuo post mi e8 venuto in mente che l’anoressia e8 l’unica malattia mentale di cui si parli, seppure non sempre con la consapevolezza che si tratti di una malattia mentale, come giustamente dici tu (ma l’espressione “malattia mentale” evoca immagini di manicomio, pazzi con la bava alla bocca da legare al termosifone o simpatici soggetti che si credono Napoleone); forse perche9 e8 l’unica nettamente percepibile visivamente. L’unico (piccolo) appunto che farei al tuo post e8 che usi l’espressione “esaurimento nervoso” invece del riferimento alla corrispondente malattia, che e8 la depressione, in tutte le sue varianti. Nonostante sia dilagante se ne parla pochissimo. ho sentito, perf2, che il Ministero della sanite0 sta pensando di affidare una campagna informativa sul problema a Toscani…
La depressione in Australia e’ un pemblroa molto sentito. E non ne capisco la ragione, data la notevole qualita’ della vita del Paese. Fatto sta che vedo continuamente poster, cartelloni, campagne informative via stampa o Tv che invitano, in modo piu’ o meno coinvolgente, a chiamare i numeri dei centri di sostegno messi a disposizione dal Governo per farsi aiutare. Sono messaggi ‘down to heart’, come dicono qui, messaggi che coinvolgono dal basso, dal lato dei sentimenti e del sostegno reciproco. Io credo che, quando si affrontano certi temi, questo tipo di ‘adver-informazione’ funzioni. Sono messaggi per aiutare le persone, non per creare mero scalpore in favore di un brand o per voler ‘stupire per forza’ come ormai deve fare Oliver Tuscanies ogni volta che esce. Questo No-Anorexia non e’ un messagio utile alle ragazzine e non e’ tantomeno un messaggio forte per il brand (in primis perche’, come dici tu Ted, e’ una banalizzazione di un pemblroa ben piu’ serio). E’ solo l’ennesimo tentativo di Oliver di ostentarci la sua spiazzante e ‘finto-disbanded’ creativita’, o il suo totale superficiale egocentrismo. Tra la creativita’ e la banalita’ estetica fine a se’ stessa c’e’ sempre una linea sottile. Oliver la passa spesso, dal lato peggiore.Ciao Ted. Un saluto downunder.