Auschwitz. Ero il numero 220543
Oggi sfogliando l’inserto del Corriere della Sera dedicato alla lettura mi cade l’occhio sulla top ten dei libri più venduti in Italia. “Auschwitz. Ero il numero 220543″ è in settima posizione. Incredibile.
Ho acquistato questo libro ormai oltre un mese fa in libreria attratta dalla trama, dal titolo e dal fatto che fosse “una storia vera”. Uno scambio tra un soldato e un prigioniero del famoso campo di concentramento. Interessante, pensavo. Io che ho letto così tanto sull’Olocausto su cui ho fatto anche la mia tesina per la maturità, io che ho letteralmente divorato tutto ciò che ha scritto Primo Levi. Non potevo non leggerlo.
Una grandissima delusione. Di Auschwitz si parla in modo abbastanza sommario e lo scambio o meglio gli scambi sono brevi e privi di quel pathos che mi sarei aspettata da una situazione del genere. La guerra e il periodo storico sono descritti bene lo ammetto ma non era quello il libro che mi aspettavo.
Quindi consigliato a chi interessa la storia e la guerra non consigliato a chi è interessato ad approfondire il tema campi di concentramento e più precisamente Auschwitz. Se vi interessa l’argomento leggete prima tutto quel che ha scritto Primo Levi.


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