Conseguenze del lavoro

In: Thoughts| Uomini&Donne

5 set 2007

Elisa dice la sua sul lavoro e io aggiungo dal mio punto di vista che il tanto lavoro ( come la maggior parte delle persone è costretta ahimè a fare per campare) stressa e stanca. Si forse poi un domani ci saranno i frutti e maggiore libertà nonchè finanze da utilizzare (si spera) ma nell’immediato lo stress e la stanchezza hanno come conseguenze, ad esempio, che si stramazzi nel letto (se non prima sul divano) con a malapena la forza di dire buonanotte ( ciao ciao sesso) o che si arrivi a casa stanchi e nervosi e quindi più inclini alla lite e meno inclini a scambiare 4 chiacchiere con il partner.

Non so a me sta cosa fa riflettere, certo un domani ( chissà quando) avremo più tempo e soldi da goderci ( forse ) ma quello che ci perdiamo adesso chi ce lo ridarà ? E chi ci è vicino saprà pazientare e passare sopra alle assenze, alle serate da solo/a mentre noi siamo ancora in giro a lavorare, alla mancanza di tenerezza e di attenzioni ? Cerchiamo di pensarci bene per non ritrovarci poi magari un domani più ricchi (forse) ma accorgerci di aver perso qualcosa di più importante.

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23 Responses to Conseguenze del lavoro

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Mavero

settembre 5th, 2007 at 12:31

Tutto ha un limite e bisogna saperlo organizzare, senza farlo apposta ne ho parlato stamane nel mio blog.
Lavoro, soldi, organizzazione e tempo libero … un insieme diu tutto questo racchiuso in un “piccolo” post :!:

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Captain's Charisma

settembre 5th, 2007 at 13:54

in effetti, è vero quel che dici, ma è altrettanto vero che il lavoro su misura per tutti mi sa tanto che non esiste…

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Grissino

settembre 5th, 2007 at 13:59

100% d’accordo. Io lavoro per la mia casetta e poi quando l’avrò pagata, voglio lavorare per vivere, non vivere per lavorare!! :?

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Sky One

settembre 5th, 2007 at 14:04

Ciò di cui parli è uno dei motivi che mi spingerebbero, in caso di trasferte da lun. al ven, a cambiare lavoro. Non voglio fare come alcuni colleghi che vedono i figli “a rate”. E non voglio fare nemmeno come la maggior parte dei dirigenti che ha un matrimonio fallito alle spalle.

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Pixel78

settembre 5th, 2007 at 14:47

Sky sei un grande concordo con te al 100% e anche con Grissino, lavorare per vivere e non vivere per lavorare :!:

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valentina

settembre 5th, 2007 at 14:52

Ho il privilegio di fare un “lavoro” che adoro.
Però le conseguenze di stamattina sono state:
- sveglia durissima causa tardato lavoro stanotte, non migliorata dall’aver fatto l’ennesimo caffè senza mettere l’acqua nella caffettiera
- essermi dimenticata di comprare la pappa al cane, che si è felicemente gustato un piatto di riso e carne (vera)
- sesso? e cos’è?
:)

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Mavero

settembre 5th, 2007 at 17:02

lavorare per vivere e non vivere per lavorare

Stimolante, ma con il costo della vita che c’è oggi … devi lavorare per vivere, che tu lo voglia oppure no … e se non sei costretto a farlo, allora significa solo una cosa: non sei uno\a che si accontenta, sei solo uno\a con un buon reddito.

Dimostratemi il contrario adesso.

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Mavero

settembre 5th, 2007 at 17:03

ovviamente sottointendevo il fatto che spesso la cosa si lega al dover vivere lavorando … differente dal vivere per lavorare, ma non troppo distante da esso.
Ecco anche perchè per non togliere tempo alla famiglia, coltivo i miei sogni la sera tardi …

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claudio

settembre 5th, 2007 at 17:04

Ecco, appunto.
il mio lavoro lo faccio bene e mi piace.
Ma semmai questo dovesse arrivare a interferire troppo con la mia vita lo cambio senza pensarci due volte.

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Pixel78

settembre 5th, 2007 at 17:20

claudio :!:

Mauro non vedo cosa ci sia nell’accontentarsi ?! Io faccio qualcosa che mi piace, per ora non ci guadagno grandi cifre devo dire ma se mi basta per vivere e vivo bene preferisco lavorare tot ore e dedicare le altre a chi amo sinceramente e ai miei hobby ( tra cui il blog) :)

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basetta

settembre 5th, 2007 at 17:26

Ma la vera ricchezza è il tempo libero. Lavorare per raggiungere un obbiettivo va bene ma non dimentichiamoci di vivere il presente. Vivere il presente è la cosa più difficile del mondo per me. :) Insomma predico bene ma razzolo male.

Secondo me la pensione andrebbe presa ogni anno e non alla fine. Che tre mesi all’anno di pensione in cui puoi fare quello che vuoi :) )))

Ok smetto di sognare e torno con i piedi per terra. :)

(voglio un ombrello….diluvia)

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Manu

settembre 5th, 2007 at 17:32

io lavoro troppo lo ammetto e ultimamente mi ha rapito un pò, ma mi sono ripromesso di riprendermi ciò che il lavoro mi ha sottratto.. un pò di tempo libero.. non ne voglio molto, solo un pochettino, quanto basta per dedicare tempo a me stesso e agli altri.
Per ora ci sto riuscendo ed il lavoro non ne ha risentito per il momento

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P|xeL

settembre 5th, 2007 at 17:52

Vedo che oggi, tra te e Mavero, la blogosfera è piena di riflessioni. Bello, bello… mi piace questa blogosfera meno mass-mediatica e più attenta a ciò che si è.
Dal canto mio non posso che dirmi d’accordo con quanto detto. Abbiamo solo una vita, è un peccato accumulare tesori e poi sperare di goderceli nel futuro. In fondo, sembrerò terroristico, ma chi ci assicura che ci arriveremo?
Ciao,
P|xeL

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Pixel78

settembre 5th, 2007 at 18:37

:arrow: ehm P|xel :arrow:

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Laura

settembre 5th, 2007 at 19:02

Bentrovata Pixel!
Sarebbe bello anche solo pensare che i sacrifici ci porteranno un futuro migliore, ma mi spiace dirlo così crudamente, per molti tutti i sacrifici che elenchi non porteranno ad avere un futuro migliore (salvo in rari casi di brillanti carriere, forse). Per le nostre generazioni e quelle a venire da calcoli alla mano e non ipotesi campate in aria é prevista una pensione da fame (a meno di non averne una integrativa che forse ci consenta di sopravvivere raggruzzolata anche quella attraverso sacrifici) e l’unica ricchezza accumulata per l’80% dei giovani che devono già ringraziare qualche santo in paradiso di aver trovato un impiego verso i 35 anni sarà un appartamento di due stanze in condominio su cui grava un mutuo la cui rata costa quasi quanto tutto lo stipendio mensile e che ti porti dietro fino alla vecchiaia a meno di una insperata vincita al superenalotto.
Almeno per i comuni mortali ITALIANI é così.

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Grissino

settembre 5th, 2007 at 19:54

Mavero, ma io mica intendevo non lavorare ma solo lo stretto necessario per vivere decorosamente.

LOL Basetta, ottima idea quella della pensione per 3 mesi. ma facciamo 1 vah… e uno di ferie pagate ;-)

Diluvia anche qui… ma abitiamo nella stessa città? :lol:

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Grissino

settembre 5th, 2007 at 19:55

:arrow: P|xel :arrow:

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cadex1

settembre 5th, 2007 at 20:56

Ciao Barbara , scusa l off topic clamoroso… come vanno poi quelle cure omeopatiche che stavi per inziare? ti hanno dato dei benefici? in questi gg per me e’ da panico…

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Pixel78

settembre 5th, 2007 at 21:39

cadex proprio domani vado dal dottore per ora insomma ma nell’omeopatia bisogna avere tanta pazienza è cosa nota

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nancy

settembre 5th, 2007 at 23:35

Per stare vicino a me ci vuole veramente tanta tanta pazienza!!
Lavoro tanto e quando torno a casa sono intrattabile!!

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stefigno

settembre 6th, 2007 at 09:36

e chi ce lo ridarà il tempo perduto ?? Oddio bà, quanto c’hai ragione e che quando poni simili interrogativi mi lasci interdetto…uff…

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basetta

settembre 6th, 2007 at 11:42

Ho letto questa pagina che trovo molto interessante. Le cose da mettere in pratica suonano logice e scontate a volte. E Allora perche’ non si riesce ? :D DDD

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Sono caduta in un vortice, il solito.

settembre 11th, 2007 at 19:25

[...] recensire (sono una schiappa ma quando ho due minuti mi diverto un mondo), volevo scrivere un post sul lavoro e l’incompatibilità di coppia che può insorgere quando uno dei partner non è stressato sul [...]

Chi sono

Mi chiamo Barbara, internet è la mia passione e il mio lavoro. Amo le serie tv e il cinema. Odio l'inverno e il freddo. Non seguo la moda e non mi piace il concetto di normalità. Ma se volete conoscermi meglio andate a leggere qui .

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