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	<title>Web al Cioccolato</title>
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	<description>Il blog personale di pixel78</description>
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		<title>Anoressia: la storia di Roberta</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 12:20:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Disturbi alimentari]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.webalcioccolato.com/wp-content/uploads/anoressia-storia.jpg"><img src="http://www.webalcioccolato.com/wp-content/uploads/anoressia-storia.jpg" alt="Storia di anoressia nervosa" title="Una storia di anoressia" width="250" height="137" class="alignleft size-full wp-image-3352" /></a>Da piccola ero una bambina molto solare, mi raccontano che ridevo sempre e piangevo pochissimo. Ho dei ricordi molto belli della mia infanzia trascorsa per lo più con mia nonna visto che i miei genitori lavoravano tutto il giorno fino a tardi e anche nei week end. Mia nonna era la mia migliore amica, la mia mamma e il mio papà, le volevo tantissimo bene e mi conosceva anche meglio di quanto non mi conoscessero i miei genitori. Quando avevo 14 anni purtroppo si ammalò di un brutto male e nel giro di sei mesi morì. Il dolore fu immenso ma non riuscii a piangere nemmeno una lacrima. Il mio sorriso si era spento, la mia allegria sciamata. Convinsi i miei genitori che non avevo bisogno di una babysitter, che me la sapevo cavare da sola. In realtà io volevo solo stare sola per non essere costretta a sorridere, a parlare, a far finta di star bene e a mangiare. Volevo solo farmi piccola piccola, scomparire. Complice il fatto di esser sola quasi sempre non fu difficile ridurre sempre di più il cibo ingerito fino al semi digiuno. I miei genitori non si accorsero di nulla troppo presi dal loro lavoro e se da una parte questo mi faceva piacere perchè potevo non mangiare senza problemi una parte di me avrebbe voluto urlare &#8220;Cazzo, non mi vedete? Sto morendo! Fate qualcosa&#8221;.<br />
<span id="more-3351"></span><br />
Dopo un anno di questa vita mi sentii male a scuola, collassai in bagno. La preside chiamò i miei genitori e li costrinse a farmi parlare con uno psicologo. I miei, che nemmeno a quel punto sembrarono per nulla preoccupati fecero il loro &#8220;compitino&#8221; mi portarono da uno psicologo, un idiota che mi parlava di cose che non capivo o forse non volevo capire. Mi impuntai, ricattai i miei genitori, gli promisi che avrei mangiato ma che non volevo più andare dallo psicologo e così fu. Ripresi qualche kg e loro sembrarono sollevati ma appena abbassarono la guardia io ripresi il mio non mangiare. Dimagrii molto, se ne accorsero a scuola e se ne accorsero anche i miei ma non fecero nulla più che mandarmi da un dietologo. Cosa poteva mai fare un dietologo che mi parlava dell&#8217;importanza del cibo quando io quel cibo non lo volevo proprio mangiare? Cosa mi interessava della salute? Delle proteine? Delle vitamine? Dei minerali? </p>
<p>Questa situazione andò avanti per un po&#8217; ancora poi divenni talmente magra e debole che mi dovettero ricoverare. Solo lì, sul quel letto di ospedale tra pazienti gravi con malattie incurabili, ormai 17enne, capii che dovevo fare qualcosa, dovevo riprendermi la mia vita. Che non avrei fatto un torto ai miei genitori lasciandomi morire di fame, lo avrei fatto solo a me stessa. Accettai di ricominciare a mangiare qualcosa ma soprattutto mi diedi da fare per trovare uno psicologo che fosse ferrato sui disturbi alimentari e mi affidai a lui con la voglia e la speranza di liberarmi da quell&#8217;incubo e tornare a sorridere.</p>
<p>Il mio percorso di guarigione non è stato ne veloce ne facile, ho dovuto elaborare un sacco di cose della mia infanzia e superare il risentimento verso i miei genitori e la sensazione di perdita per la morte di mia nonna ma ce l&#8217;ho fatta. Ora ho 21 anni e da uno sto davvero bene, sono tornata a sorridere, ho trovato un fidanzato fantastico e ho ripreso l&#8217;aspetto di un persona sana, senza ossa che sporgono.</p>
<p>Grazie a te, Barbara, di avermi permesso di raccontare la mia storia, spero possa servire ad altre ragazze.</p>
<p>PS Vuoi condividere la tua storia di anoressia o bulimia per dare una speranza a chi ne soffre ancora? Mandamela a fioccolilla@gmail.com</p>
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		<title>Corso di internet marketing operativo Madri</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 21:31:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Giovedì 10 e venerdì 11 Maggio ho seguito il corso di webmarketing operativo Madri a presso lo Starhotel di Milano. Non era la mia prima esperienza con Madri, avevo già seguito un corso di webmarketing anni fa e un webinar presso un mio precedente datore di lavoro. Mi sono sempre trovata benissimo sia come organizzazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.madri.com/corso1/"><img src="http://www.webalcioccolato.com/wp-content/uploads/webmarketingcorso_madri.jpg" alt="Corso webmarketing Madri" title="Corso webmarketing Madri" width="250" height="178" class="alignleft size-full wp-image-3317" /></a>Giovedì 10 e venerdì 11 Maggio ho seguito il corso di webmarketing operativo Madri a presso lo Starhotel di Milano. Non era la mia prima esperienza con Madri, avevo già seguito un corso di webmarketing anni fa e un webinar presso un mio precedente datore di lavoro. Mi sono sempre trovata benissimo sia come organizzazione del corso sia come chiarezza e competenza dei docenti in aula. Nel mio caso molti argomenti erano già noti ma mi serviva proprio un aggiornamento, in questo campo è fondamentale (come in tutto il mondo dell&#8217;informatica).<br />
<span id="more-3316"></span><br />
In classe eravamo in 25, un numero giusto che ci ha permesso di essere seguiti da vicino e di partecipare in modo attivo alle discussioni e alle diverse esercitazioni in aula. Una bella novità di quest&#8217;anno è infatti la scelta di dare molto più spazio alla parte pratica fornendo tantissimo materiale agli studenti da studiare a casa prima del corso in modo da arrivare già un minimo preparati e pronti ad affrontare i vari argomenti nel modo migliore. Io sono sincera non avevo studiato quasi nulla a casa per mancanza di tempo ma le spiegazioni in aula sono state molto chiare e sicuramente sufficienti per affrontare le prove pratiche senza problemi.</p>
<p>Un&#8217;altra bella idea di Madri è stato prevedere una sorta di momento di incontro tra i corsisti (private session forum) che in questo modo potevano scambiarsi recapiti e biglietti da visita per eventuali successivi contatti lavorativi, chi voleva poteva lasciare i suoi dati e una breve bio che è stata consegnata a tutti in modo da valutare chi poteva essere interessante conoscere dal punto di vista lavorativo (dal punto di vista personale invece è stato un piacere conoscere tutti i presenti).</p>
<p>Ma perchè si dovrebbe seguire un corso del genere? Naturalmente se può servire per lavoro ma anche per inventarsi un nuovo lavoro che in questo momento può essere un ottimo punto di svolta e comunque per aggiungere un&#8217;importante voce nel curriculum che male non fa (oltretutto la partecipazione a questo corso da anche la possibilità di dare un esame e ottenere la certificazione di webmarketing specialist senza ulteriori spese).</p>
<p>NB Questo post (come tutti quelli di webalcioccolato, lo sapete ormai) è stato scritto in modo del tutto autonomo senza ritorno finanziario e assolutamente non su richiesta di Madri che ringrazio solo per la bella esperienza</p>
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		<title>Un po&#8217; di pazienza</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 18:41:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Qualche problema tecnico mi ha costretta a reinstallare tutto WordPress. Prima di farlo ho salvato tutto in più modi solo che adesso la mole di contenuti da importare è talmente grande che ho qualche problemino ma non temete presto tornerò online (spero). Nessun contenuto simile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche problema tecnico mi ha costretta a reinstallare tutto WordPress. Prima di farlo ho salvato tutto in più modi solo che adesso la mole di contenuti da importare è talmente grande che ho qualche problemino ma non temete presto tornerò online (spero).</p>
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		<title>Storie (vere) di anoressia e bulimia #2</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Apr 2012 08:09:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Cara Barbara, ho pensato un po&#8217; alla tua iniziativa e ho deciso di contribuire alla &#8220;causa&#8221; raccontando anche la mia storia. Da piccola ero un maschiaccio, giocavo sempre con le macchinine, con i robot e odiavo le bambole. Non so nemmeno spiegarti come, all&#8217;età di 12 anni, ho deciso che dovevo dimagrire. Non che fossi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.webalcioccolato.com/wp-content/uploads/eating_disorder_logo1.jpg"><img src="http://www.webalcioccolato.com/wp-content/uploads/eating_disorder_logo1.jpg" alt="Anoressia bulimia binge" title="Disturbi alimentari" width="250" height="179" class="alignleft size-full wp-image-3309" /></a>Cara Barbara,<br />
ho pensato un po&#8217; alla tua iniziativa e ho deciso di contribuire alla &#8220;causa&#8221; raccontando anche la mia storia. Da piccola ero un maschiaccio, giocavo sempre con le macchinine, con i robot e odiavo le bambole. Non so nemmeno spiegarti come, all&#8217;età di 12 anni, ho deciso che dovevo dimagrire. Non che fossi grassa eh? Ero robusta ma fino ad allora mi ero sempre piaciuta. Ho trovato una dieta su un giornale e ho deciso di seguirla. Piano piano non mi sono limitata a seguire le indicazioni della dieta, ho cominciato a sottrarre alimenti, a mangiare sempre meno finchè il mio menu giornaliero era fatto praticamente solo di frutta e verdura (e nemmeno molta).<br />
<span id="more-3287"></span><br />
I miei genitori sono passati dal farmi i complimenti per il dimagrimento, all&#8217;inizio, perchè sono sempre stati di quelli che pensavano (adesso dico erroneamente) che la bellezza fosse legata ai kg di una persona. Quando però si sono resi conto che non mangiavo altro che ortaggi hanno cominciato a sgridarmi e mettermi in castigo se non mangiavo, a urlare e litigare anche tra loro perchè non erano d&#8217;accordo su come avrebbero dovuto comportarsi con me. Io, nel mio egocentrismo, mi chiedevo come potessero perder tempo a discutere d&#8217;altro mentre stavo suicidandomi giorno dopo giorno perchè alla fine l&#8217;ho capito, l&#8217;anoressia è una richiesta d&#8217;aiuto e di attenzioni (almeno nel mio caso era così) che loro non mi volevano dare, troppo presi da se stessi. La parola &#8220;anoressia&#8221; non è mai stata pronunciata, quasi fosse un tabù. Solo dopo il mio collasso a scuola una mattina i professori e la preside hanno convinto i miei a rivolgersi a una psicologa specializzata per i disturbi alimentari. Io ero contraria, allora psicologi e psichiatri erano associati alla pazzia e io non volevo essere etichettata come pazza ma una parte di me sapeva che se non avessi fatto qualcosa di concreto le etichette sarebbero state l&#8217;ultimo dei miei problemi. Iniziai un percorso di analisi e comincia a vedere anche un nutrizionista, che dire, mi hanno salvato la vita. Ora sto bene, sono passati tanti anni ma ancora parlare di questa parte della mia vita mi fa un po&#8217; male l&#8217;ha fatto perchè spero che la mia esperienza possa essere d&#8217;aiuto a altri che, come me, sono caduti nel baratro dell&#8217;anoressia. Un abbraccio, Marta</p>
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		<title>Suocera invadente</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 08:52:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Cara Barbara, ti scrivo per chiederti un consiglio perchè proprio non ce la faccio più. Mi sono sposata qualche mese fa, amo tantissimo mio marito e la convivenza va benissimo se non fosse per l&#8217;invadenza di sua madre. Ma andiamo con ordine. Mi sono fidanzata con Roberto circa due anni fa, lui è di Roma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.webalcioccolato.com/wp-content/uploads/18216030_la-posta-del-cuore-4.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3298" title="Posta del cuore" src="http://www.webalcioccolato.com/wp-content/uploads/18216030_la-posta-del-cuore-4.jpg" alt="Problemi d'amore" width="279" height="200" /></a>Cara Barbara,<br />
ti scrivo per chiederti un consiglio perchè proprio non ce la faccio più. Mi sono sposata qualche mese fa, amo tantissimo mio marito e la convivenza va benissimo se non fosse per l&#8217;invadenza di sua madre. Ma andiamo con ordine. Mi sono fidanzata con Roberto circa due anni fa, lui è di Roma e io di Milano quindi ci vedevamo solo nei week end o durante le vacanze. Lui viveva ancora con i suoi genitori che, fino al matrimonio, mi erano sempre sembrati veramente adorabili. Quando abbiamo deciso di sposarci Roberto ha iniziato a cercare una casa per noi in quel di Roma e il fatto che l&#8217;abbia trovata così vicino ai suoi genitori non mi è dispiaciuto nemmeno un po&#8217;, erano così carini! Purtroppo le cose dopo il matrimonio mi sono resa conto che quella scelta non era stata per niente azzeccata, sua madre è sempre a casa nostra e pretende di dirigere tutto al posto mio, un po&#8217; come se fosse lei la moglie di mio marito e non io. In tutto questo Roberto, pur riconoscendo l&#8217;invadenza di sua madre, non muove un dito per paura di farle un dispiacere. Io non ce la faccio più e davvero non so cosa fare, per favore dammi un consiglio.<br />
<span id="more-3269"></span><br />
Cara Aurora,<br />
purtroppo di figli maschi troppo legati alla mamma è piena l&#8217;Italia, il non aver convissuto prima del matrimonio non ti ha fatto conoscere preventivamente a cosa andavi incontro. Credo che, se davvero ti ama, tuo marito sia l&#8217;unico che può risolvere la situazione. Parlagli e spiegagli bene come ti senti. Dici che si rende conto della situazione quindi non dovrebbe essere difficile fargli capire quanto questa cosa ti pesi e non ti permetta di essere felice con lui come vorresti. Non ti consiglio di cambiar casa perchè visti i costi degli immobili non credo sia proprio il momento ma di certo devi mettere in chiaro le cose e delimitare per bene il vostro territorio in modo che sua madre vi abbia accesso solo dopo il vostro permesso (in senso metaforico s&#8217;intende). Io penso che sia tuo marito a dover parlare apertamente con sua madre e spiegarle che adesso ha una casa sua e una famiglia sua ma non per questo le vuole meno bene. Non lasciare che questa donna ti schiacci, sei tu la donna di casa tua e non lei, questo dev&#8217;essere chiaro a te, a tuo marito ma soprattutto a lei. Un abbraccio, Barbara</p>
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		<title>Pishing su Twitter via DM</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Apr 2012 08:35:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il pishing via email lo conoscevo bene e, finora, non ci sono mai cascata ma su Twitter non immaginavo proprio potesse accadere una cosa del genere. Ho ricevuto un dm (messaggio privato) da un caro amico, il messaggio era in inglese ma essendo lui, appunto, un amico non ho esitato a cliccare sul link e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Phishing" title="Pishing internet" target="_blank">pishing</a> via email lo conoscevo bene e, finora, non ci sono mai cascata ma su Twitter non immaginavo proprio potesse accadere una cosa del genere. Ho ricevuto un dm (messaggio privato) da un caro amico, il messaggio era in inglese ma essendo lui, appunto, un amico non ho esitato a cliccare sul link e inserire username e password azione che richiedono quasi tutte le applicazioni per collegarsi al nostro account Twitter. Non l&#8217;avessi mai fatto. Nella notte hanno usato il mio account per inviare non so quanti dm uguali a quello che avevo ricevuto io con conseguente blocco del mio Twitter account. Avrei voluto avvisare coloro che, nel frattempo, erano stati vittima del mio stesso problema ma non potendo inviare dm la cosa non è stata affatto facile (erano davvero tantissimi).<br />
<span id="more-3286"></span><br />
I <strong>messaggi di pishing</strong> che potreste ricevere via DM su Twitter sono più o meno i seguenti:</p>
<p>&#8220;Hi someone is posting really bad rumors about you&#8230;&#8221; + link<br />
&#8220;Hey this user is making terrible rumors about you&#8230;&#8221; + link<br />
&#8220;Hey some person is posting nasty things about you&#8230; &#8221; + link<br />
&#8220;Hello someone is making horrible things about you&#8230;&#8221; + link<br />
<strong><br />
Cosa fare se trovate tra i vostri dm qualcosa di simile?</strong></p>
<p>1) Non cliccare mai sul link<br />
2) Nel caso che, invece, abbiate cliccato e inserito la vostra password nella pagina in tutto simile a quella di Twitter<strong> cambiate subito la vostra password</strong> e cancellate la cache del vostro browser<br />
3) Avvisate la persona che vi ha inviato il dm di pishing quasi sicuramente è caduta nel tranello senza rendersene conto</p>
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		<title>Storie (vere) di anoressia e bulimia #1</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Apr 2012 09:39:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Cara Barbara, come ti avevo promesso, questa è la mia storia, che si divide in due parti. Magari è anche una storia banale. Benchè al liceo non fossi considerata propriamente una prom queen e non avessi la fila di corteggiatori che mi aspettavano all’uscita, mi sono sempre trovata “bella”, anzi di più speciale e non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.webalcioccolato.com/wp-content/uploads/eating_disorder_logo1.jpg"><img src="http://www.webalcioccolato.com/wp-content/uploads/eating_disorder_logo1.jpg" alt="Anoressia bulimia binge" title="Disturbi alimentari" width="250" height="179" class="alignleft size-full wp-image-3309" /></a>Cara Barbara,<br />
come ti avevo promesso, questa è la mia storia, che si divide in due parti. Magari è anche una storia banale.<br />
Benchè al liceo non fossi considerata propriamente una prom queen e non avessi la fila di corteggiatori che mi aspettavano all’uscita, mi sono sempre trovata “bella”, anzi di più speciale e non mi importava se ero bassotta e tarchiatella.<br />
Le cose sono cambiate il primo anno di università. Avevo conosciuto quello che poi sarebbe diventato mio marito, ma non è che siamo decollati subito. Io ho sbagliato la prima mossa, poi il suo amico che aveva una mezza infatuazione per me, lui che non si sbilanciava. Non lo so, spesso ci ho pensato e credo che anche se inconsciamente sia iniziato tutto così: ho perso fiducia nel mio essere speciale nonostante tutto.<br />
<span id="more-3260"></span><br />
Una sera ho litigato con mio fratello per una stupida fetta di prosciutto che era destinata a me per cena e che lui aveva mangiato al posto mio. Ovviamente avrei potuto mangiare un milione di altre cose, ma mi imputai sul non voler mangiare niente. Né quella sera, né i giorni successivi. Mi limitava a una fetta di pane integrale e spinaci lessati (che oltretutto avevo sempre odiato fino ad allora) e incominciai a fare ginnastica (io che credo di essere riuscita a saltarle tutte le ore di educazione fisica a scuola con una scusa o con un’altra) in maniera esaperata: correvo, facevo sempre le scale, compravo gli attrezzi più disparati: pesi, cyclette, stepper, persino il tight master (hai presente?).<br />
I miei per un po’ mi lasciarono fare, quando collassai in bagno la prima volta si spaventarono e mia madre mi portò dal medico di famiglia che mi pesò: ero passata dai miei 53-54 kg circa (taglia 44) a 47 kg in sei mesi (taglia 40). Gli promisi che avrei ripreso a mangiare regolarmente. Ma ero, per modo di dire, fortunata, perché in realtà nessuno “sorvegliava” veramente i miei pasti: i miei nonni abitavano nello stesso condominio e avevamo l’abitudine di mangiare tutti insieme. Ma io con l’università avevo orari diversi, “ero costretta” a mangiare per i fatti miei, prima o dopo gli altri, sicchè era facilissimo prendere quello che mi lasciavano nel piatto e buttarlo nello scarico del water. Arrivavo persino, quando il pranzo o la cena me li dovevo in qualche modo cucinare, a cucinarli davvero (per far vedere che avevo realmente usato le pentole) e poi a buttarli lo stesso. Quando proprio non potevo fare a meno di sedermi a tavola con gli altri, la famiglia o le uscite con gli amici, allora facevo in modo di procurarmi una bottiglia di Magnesia Sanpellegrino, dicendo al farmacista che era per il nonno (a procurarmi il vomito non ci sono mai riuscita). La nascondevo nella cerniera di un orsetto di peluche, come fanno i drogati con le dosi. Il mio sport preferito era diventato passarmi in rassegna il guardaroba e scoprire che non potevo indossare più niente perché era tutto troppo largo e comprare roba nuova taglia 38-40.<br />
Sono andata avanti così, i miei vedevano che dimagrivo ma per loro “mangiavo”, quindi forse era lo stress, forse era un cambiamento del metabolismo dovuto alla crescita.<br />
Intanto Roberto (mio marito) aveva deciso di cambiare facoltà e andare a studiare a Roma. Il patto era che restavamo amici. Lui ai miei cambiamenti di peso non faceva troppo caso, perché in effetti erano iniziati più o meno quando ci siamo conosciuti e lui la Sara taglia 44 all’epoca non l’aveva vista nemmeno in fotografia.<br />
Questa è la fine della prima parte. Senza un reale motivo come era incominciato, sembrava che tutto si stesse risolvendo. Forse ero soddisfatta del fisico che ero riuscita ad “ottenere” (cellulite a parte), forse ero presa da altre cose (mia nonna si era ammalata) e l’”amicizia” con Roberto funzionava meglio di un’”amicizia” nonostante la lontananza.<br />
Dopo un po’ mia nonna è morta, ho scoperto che le “amicizie” a distanza, dopo una certa età, non funzionano un granché ed era arrivato il momento di cambiare. Lui mi chiedeva di andare a Roma e convivere e naturalmente i miei si opponevano: convivenza nella mia famiglia era una parolaccia, non se ne parlava nemmeno. E poi lasciare tutto, gli studi, e andare addirittura in un’altra città era impensabile (anche se Roberto poteva, tramite amici, riuscire a trovarmi un lavoro). Per farla breve l’”amicizia” si è interrotta. E io ho iniziato a mangiare e a mangiare e a mangiare e a mangiare: in meno di un anno ho preso dieci kg e il mio guardaroba era nuovamente da rifare, ma all’incontrario (questa volta era taglia 48).<br />
Il giorno del mio 27 compleanno il disastro: uno zio, molto carinamente, dopo gli auguri aveva aggiunto “Ma come sei svaccata!”. Bene, adesso prendi tutto quello che ti ho raccontato prima e moltiplicalo per 10: se la prima volta ci avevo messo sei mesi circa per passare dai 54 ai 47, quella volta ci misi tre mesi per passare dai 59 ai 45. Quello che di quel periodo ricordo molto nitidamente era l’ossessione per la bilancia, in casa non ne avevamo più una ed ero costretta ad andare in farmacia quasi ogni giorno (ma cambiavo farmacia ogni volta per non dare nell’occhio. Ancora una volta, come i drogati) oppure approfittavo di quelle presenti nelle case dei miei amici, ma sempre di straforo. E lo stepper che usavo per due ore ogni giorno e che era rumorosissimo e fece litigare i miei con la signora del piano di sotto.<br />
Il pomeriggio dell’ultimo dell’anno, mentre i miei erano tutti fuori, sono collassata di nuovo e ho dovuto aspettare che tornasse mia madre per essere soccorsa: è successo un macello, fortunatamente il figlio della vicina era medico ed era in casa ed è riuscito a farmi una flebo di fortuna (ma naturalmente a quel punto i fatti miei li sapeva tutto il condominio).<br />
È chiaro che così non potevo continuare, a quel punto, a parte tutto, ero sotto strettissima sorveglianza e le paternali a turno erano stancanti. “Cure” in senso stretto le ho sempre rifiutate (leggi: ho sempre rifiutato di andare dallo psicologo o da un nutrizionista).<br />
È intervenuto anche Roberto “Guarda che a me abbracciare uno scheletro fa schifo” ha detto. Ci siamo riavvicinati, sempre prima come amici. Dopo qualche mese, quando stavo un po’ meglio, ho preso la mia prima decisione sensata: ho lasciato Bari e sono andata a Roma a vivere con lui.<br />
Avere una casa per conto nostro, essere costretta a fare la spesa e a cucinare anche e insieme a un’altra persona è stato forse l’aiuto più grande: si impara a prendersi cura di se stessi anche dovendosi ricordare di pagare le bollette alle scadenze o pulire il bagno due volte al giorno.<br />
Poi lo studio di Roby a Roma è stato costretto a chiudere; sia lui che io avevamo una possibilità di lavoro a Bari e perciò siamo tornati alla base. Ma a quel punto è stato “Ci sposiamo” perché mio padre non aveva digerito la convivenza della figlia in un’altra città, se avessimo continuato a convivere anche a Bari mi avrebbe proprio disconosciuta.<br />
Il matrimonio con un tubino bianco corto. Le parole di mio fratello (che non fa complimenti alle sorelle nemmeno sotto tangente) sono state: “Stai proprio bene, ma con un po’ di carne in più era meglio”. E vabbè, ma quello era stress prematrimoniale!<br />
Attualmente la situazione è questa (e credo sarà sempre così), mangio normalmente e regolarmente ma:<br />
ho ancora problemi con gli specchi<br />
non mi piace farmi fotografare<br />
preferisco i negozi d’abbigliamento dove non c’è la commessa ad aspettare fuori dal camerino, oppure mi faccio bastare lo specchio dentro al camerino ed evito di uscire per farmi dare giudizi”esterni”<br />
se mangio un po’ di più non posso evitare di sentirmi in colpa<br />
non sono mai completamente a mio agio con il mio corpo e come dice mio marito in pubblico tendo a irrigidirmi e rattrappirmi più che posso.<br />
Forse vorrai sapere quanto peso adesso: 43 kg. Ma come, ci sono ricascata? No, c’è che la mia salute è un tantino in caduta libera e i problemi che ho mi fanno perdere peso a prescindere dalla quantità di cibo che assumo. E questa è una beffa, perché oltretutto non ci permette di “allargare” la famiglia, almeno per il momento. Io lo chiamo karma.<br />
Perciò, cara Barbara, questo è quello che ho imparato e che vorrei dire alle altre: ho torturato da me il mio corpo senza sapere che un giorno il corpo si sarebbe vendicato tradendo lui me (per dirla garbatamente). Ma chi cazzo (sempre garbatamente) me l’ha fatto fare?</p>
<p>NDR: Quella sopra è una storia vera, proposta qui come l&#8217;ho ricevuta all&#8217;indirizzo di posta elettronica fioccolilla@gmail.com, mandatemi le vostre storie saranno utili e importanti per altri che soffrono, grazie</p>
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		<title>Il contratto di telefonia mobile più conveniente</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Apr 2012 08:41:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Mia madre è una di quelle persone che da retta a tutti gli imbonitori in cui si imbatte. Si fa &#8220;tirar dentro&#8221; con una facilità che come lei nessuno mai. Ricordo ancora quando tanti anni fa aveva stipulato con Telecom un contratto per la connessione a internet di una rete di cinque computer quando in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mia madre è una di quelle persone che da retta a tutti gli imbonitori in cui si imbatte. Si fa &#8220;tirar dentro&#8221; con una facilità che come lei nessuno mai. Ricordo ancora quando tanti anni fa aveva stipulato con Telecom un contratto per la connessione a internet di una rete di cinque computer quando in ufficio ne aveva solo uno (ha pagato un sacco di soldi per parecchio). La sua specialità però, col passare del tempo, è diventata aprire e chiudere contratti di telefonia mobile inseguendo il miraggio del risparmio. Credo abbia provato tutte le compagnie italiane esistenti e con qualcuno è ancora in ballo a causa, appunto, dei suoi repentini cambi di fronte. In perenne ricerca della tariffa più conveniente ha infine trovato la soluzione migliore: far sottoscrivere a mio padre un contratto Fastweb fisso+mobile+internet. Ora le telefonate sono più conveniente che mai, ci credo, le paga mio padre!</p>
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		<title>La tua storia per aiutare chi soffre di anoressia e bulimia</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Apr 2012 11:40:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sei (stato) malato di anoressia o bulimia (o altri disturbi alimentari)? Se la risposta è sì forse puoi trovare interessante il seguito di questo post. Ho scoperto col passare degli anni che aiutare gli altri fa bene a loro ma fa anche benissimo a noi che, nel nostro piccolo, diamo una mano. Noi che abbiamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.webalcioccolato.com/wp-content/uploads/eating_disorder_logo1.jpg"><img src="http://www.webalcioccolato.com/wp-content/uploads/eating_disorder_logo1.jpg" alt="Anoressia bulimia binge" title="Disturbi alimentari" width="250" height="179" class="alignleft size-full wp-image-3309" /></a>Sei (stato) malato di anoressia o bulimia (o altri disturbi alimentari)? Se la risposta è sì forse puoi trovare interessante il seguito di questo post.<br />
<span id="more-3255"></span><br />
Ho scoperto col passare degli anni che aiutare gli altri fa bene a loro ma fa anche benissimo a noi che, nel nostro piccolo, diamo una mano. Noi che abbiamo vissuto o viviamo questo stesso problema, possiamo regalare una speranza e far sentire meno soli coloro che combattono contro questi problemi <strong>raccontando la nostra storia</strong>. La nostra esperienza aiuterà chi legge in tanti diversi modi, soprattutto ridimensionando la sensazione, proprio di chi è nel vortice dell&#8217;anoressia o della bulimia, di non poterne mai uscire o di essere il solo a provare certe cose.</p>
<p>Vuoi anche tu dare una mano a chi ha in comune con te tanta sofferenza, vuoi aiutarmi a dar loro una scintilla di speranza, a farli sentire meno soli nella lotta ai DCA?</p>
<p>Raccontami la tua storia scrivendomi a fioccolilla@gmail.com, la pubblicherò qui in forma totalmente anonima.</p>
<p>Grazie a tutti</p>
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		<title>Anoressia e bulimia, io vi ascolto</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 11:57:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Vista la mole di messaggi ed email che mi sono arrivate da quando ho aperto la sezione dedicata ai disturbi alimentari ho deciso di dedicare una casella email a questi problemi fioccolilla[@]gmail.com (per scrivermi levare le parentesi quadre). La dovuta premessa è che non sono una psicologa e nemmeno un medico, sono solo una persona [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.webalcioccolato.com/wp-content/uploads/eating_disorder_logo1.jpg"><img src="http://www.webalcioccolato.com/wp-content/uploads/eating_disorder_logo1.jpg" alt="Anoressia bulimia binge" title="Disturbi alimentari" width="250" height="179" class="alignleft size-full wp-image-3309" /></a>Vista la mole di messaggi ed email che mi sono arrivate da quando ho aperto <a href="http://www.webalcioccolato.com/?cat=2120" title="Anoressia e bulimia, disturbi alimentari" target="_blank" class="broken_link">la sezione dedicata ai disturbi alimentari</a> ho deciso di dedicare una casella email a questi problemi <strong>fioccolilla[@]gmail.com</strong> (per scrivermi levare le parentesi quadre). La dovuta premessa è che <strong>non sono una psicologa e nemmeno un medico</strong>, sono solo una persona che conosce questi problemi molto da vicino, sia per averli vissuti in prima persona che per avere frequentato per tanto tempo persone che ne soffrivano. <strong>Allora a cosa serve scrivermi? Serve per parlare</strong>. Per raccontarmi la vostra storia o quella di qualcuno a voi caro, serve per discorrere di questo argomento tanto spinoso, serve per ricevere un abbraccio virtuale, un consiglio profano, <strong>una parola di speranza</strong>, <strong>per sfogarvi con qualcuno che, state certi, vi può capire benissimo</strong>.<br />
<span id="more-3253"></span><br />
Scrivetemi quindi se siete malati, se ne siete usciti e volete che (in forma totalmente anonima) io qui riporti la vostra preziosa testimonianza di guarigione, se avete una persona cara che è nel vortice di questi problemi o anche solo per pormi domande su questi disturbi di cui si parla spesso in modo troppo superficiale.</p>
<p>PS Non c&#8217;è da dirlo ma visto i tempi che corrono lo dico in ogni caso, <strong>non c&#8217;è alcuno scopo di lucro</strong> lo faccio solo perchè spero nel mio piccolo di poter aiutare qualcuno</p>
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