L’Italia “informatizzata”
In Italia la parola “informatizzazione” è ovunque, ma solo la parola perchè nei fatti mi sembra tanto che ci siano solo tante parole e pochi, pochissimi fatti ( oppure i fatti ci sono ma fatti male). Un piccolo esempio mi è capitato poco fa nella farmacia del paese. L’ASL locale ha “informatizzato” il controllo degli esami clinici in modo che chi li fa nell’ambulatorio centrale poi li può tranquillamente (?!) ritirare nella propria farmacia. Il farmacista (ormai mio amico) mi spiegava che hanno messo cartelli ovunque per convincere la gente a usare questo metodo invece che andarli a ritirare al laboratorio. Peccato che spesso ci sia qualcosa di sbagliato, un codice, un riferimento o la password e così, com’è capitato ad un anziano signore questo pomeriggio dopo ore di tentativi da parte del farmacista per accedere ai suoi esami domani dovrò in ogni caso tornare all’ASL a chiedere lumi. Ora dico… va benissimo l’informatizzazione ma se devi farla, se la pubblicizzi, se fai di tutto perchè la gente la usi vedi almeno di farla bene e far si che le cose semplicemente funzionino!
Questo è solo un piccolo esempio di come il computer sia effettivamente ormai largamente impiegato dalle strutture pubbliche e comunali ma spesso venga impiegato male ( a dare un’occhiata ai terminali delle Poste anche se aggiornassero un pò l’hardware magari…) giusto poco tempo fa per un disguido del PC mi risultava arrivato ( e ritirato) un pacco mai ricevuto, mezza giornata di discussioni ( era in un angolo del deposito).


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