Il piacere della lettura
Leggevo tantissimo, da bambina. Amavo più di tutti Roald Dahl, credo di aver letto tutti i suoi libri. Leggevo tanto anche da ragazzina, complice la scelta di studiare al liceo classico. Leggevo di tutto ma avevo una predilezione per le biografie, le storie vere. Volevo capire situazioni e realtà che non mi appartenevano (dalla droga alla persecuzione degli ebrei alla tratta delle donne etc) attraverso la lettura di chi le aveva vissute in prima persona.
Dopo la scuola c’è stato un lungo periodo in cui ho letto solo manuali e libri tecnici inerenti al mio lavoro (web, internet, seo &Co), era come se mi fossi dimenticata quanto era bello leggere per il gusto di farlo. Non è bello leggere quando sei o ti senti obbligato.
Non so esattamente come sia successo ma da circa sei mesi mi è tornata la voglia di leggere. Il piacere di infilarmi sotto le coperte e a luce spenta, con il solo bagliore di una piccola lampadina da lettura, immergermi in storie altrui, in situazioni lontane o vicine, in avventure appassionanti, in romanzi strappalacrime.
Leggo un po’ di tutto, mi lascio guidare dall’istinto o dai consigli di conoscenti e amici (o di MisterN) e faccio incetta di libri su Amazon.it, ormai sono una cliente più che affezionata.
Il mio “rituale” consiste nel dare la buona notte a mio marito, che spesso si trattiene fino a tarda ora in sala a giocare con l’Xbox, lavarmi, prepararmi per la notte e infilarmi nel lettone a leggere. Anche fino alle 3 di notte se non sono paricolarmente stanca e il libro è particolarmente avvincente.
Quest’anno è stato l’anno dei vari Kindle e lettori di ebook ma io, almeno al momento, non riesco a rinunciare ad avere tra le mani un libro vero, al piacere di sfogliare le pagine di carta. Mi piace poi riporre i libri letti uno vicino all’altro nella “mia” libreria che piano piano si sta riempiendo e colorando di copertine variopinte.


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