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Anoressia e bulimia, se ne parla con troppa leggerezza

22 mag
22 maggio 2012

Tabù anoressia e bulimiaL’anoressia e la bulimia come anche gli altri disturbi alimentari sono passati da essere considerate delle forme di pazzia a delle fissazioni a delle malattie inomminabili al giorno d’oggi in cui se ne parla spesso ma in modo poco competente e “leggero”. Da quando ho deciso di dedicare uno spazio del mio blog a questi problemi che mi hanno toccato in prima persona ho ricevuto messaggi e contatti da ogni genere da persone, malate, ex malate o vicine a qualcuno di malato. Io credo che solo chi ci è davvero passato possa capire davvero il dolore, l’ossessione e anche le paure di questi problemi. Mi capita troppo spesso di leggere cose errate e superficiali su questo argomento, frasi fatte e luoghi comuni che lasciano il tempo che trovano.

La prima cosa che vorrei chiarire è che l’anoressia come la bulimia sono i sintomi di un malessere profondo, la vera guarigione infatti non è solo legata al mangiare e ai chili ma all’aver risolto le magagne interiori che non permettono all’individuo di vivere serenamente e che, se non superate, possono portare in seguito a ricadute o a problemi diversi ma in fondo simili.

La moda e quel che porta con sè non sono la causa dell’anoressia e della bulimia. Una persona sana che si trova davanti a modelle super magre non diventerà anoressica come non tutte le ballerine o le modelle sono anoressiche (perchè lo sapete vero che anoressica non è sinonimo di magra??!). Per sviluppare la malattia è necessario avere dentro di sè delle fragilità e delle problematiche che, spesso, ci si porta dietro dall’infanzia e che trovano sfogo nei disturbi alimentari ma potrebbero invece trovar sfogo in altri sintomi in seguito.

Una cosa che mi fa un sacco arrabbiare è poi leggere chi considera questi problemi una fissazione e pensa che basti la forza di volontà per uscirne, in davvero pochi casi questo è vero. Più spesso per guarire ci vuole un lungo percorso fatto di terapia e lavoro su se stessi. I dca sono la prima causa di morte tra le malattie psichiatriche non vanno quindi sottovalutati mai.

PS La donna nella foto è Isabelle Caro, modello volto della campagna No Anorexia, morta di anoressia nervosa a soli 28 anni

Quanto conta la marca ?

19 set
19 settembre 2008

Gente che si indebita per andare in giro “firmata” dalla testa ai piedi , donne che si spendono tutto lo stipendio per una borsa o un capo “di marca”.

Io non comprendo .

Forse da ragazzina milanese le marche avevano su di me un minimo di influenza ( ma minimo) ma da sempre ho acquistato capi e scarpe semplicemente basandomi sul mio gusto personale (mai stata alla moda ) e , anzi, se le cose costano meno e mi piacciono tanto meglio.

Provengo da una famiglia così e se devo essere sincera mi ritengo fortunata per l’esempio che ho ricevuto dai miei genitori. Ovviamente qualcosa di marca ce l’ho ma sempre scelta perchè attirata dall’estetica oppure dalla qualità che , per dire, nelle scarpe da ginnastica è fondamentale.

Si parla di abbigliamento ma anche di tutto il resto, ovviamente ci si ritrova in determinati campi a scegliere qualche marca nota perchè se ne conosce la qualità e si spera duri qualche anno di più ma per quanto mi riguarda mai per moda .

Magari molti si offenderanno , mi scuso, ma penso che quelli che non possono che vestirsi “firmati” dalla testa ai piedi siano persone fortemente insicure e abbiano bisogno di pararsi dietro un logo pur di non apparire “poco alla moda” o ” fuori dal coro” . Pensare che io ADORO essere fuori dal coro (e di essere alla moda me ne può fregare di meno) :D

Cinque cose da italiano che non faccio

29 mag
29 maggio 2008

Sono una persona un po’ particolare ( e sono fiera di esserlo) , la normalità non so cosa sia ( ma poi cos’è la normalità?) in particolare a volte mi comparo con un ‘ italiana media e queste sono le prime cinque cose che NON ho in comune con lei :

1) Non mangio la pasta (non mi piace)
2) Non amo cucinare ( lo faccio per MisterN, ho imparato per amore ma per me non se ne parla)
3) Non sono una fanatica del calcio ( sono aggiornata per via del giornale con cui lavoro , ho una simpatia per il Milan ma se sparisse del tutto non ne sentirei certo la mancanza)
4) Compro tutto quello che posso online ( ancora troppi italiani sono diffidenti)
5) Non seguo per nulla la moda (ma proprio per nulla)